L'APERITIVO
L’aperitivo è un’abitudine che si è radicata negli anni ’90, si è poi diffusa pian piano fino ad avere il massimo picco negli anni 2000. Ad oggi è una tendenza ancora attuale ma che ha avuto un’importante evoluzione temporale e qualitativa.
L’aperitivo oggi dura molto di più, è diventato un momento di consumo che abbraccia circa tre ore, dalle 18.30 alle 21.30 circa, e viene accompagnato da un’importante offerta di assaggi al piatto: un trionfo di leccornie come tartine, tramezzini, pizzette, monoporzioni salate e stuzzichini vari. L’appetizer si è quindi evoluto recuperando in stile moderno la tradizione gastronomica di ogni paese: per esempio il tramezzino classico ha lasciato posto a piccoli mignon di alta qualità, riempiti con salse, mousse e creme salate.
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Sicuramente l’happy hour è un’abitudine talmente radicata da non tramontare ancora nonostante il tempo e le tendenze: dagli anni ’90 s’è diffuso pian piano, con un picco nel 2000, dando molto da fare, e da guadagnare, ai barman. Oggi, invero, non si può più parlare di “hour” al singolare, perché questo aperitivo s’è evoluto e declinato di anno in anno in modi diversi. La prima cosa che si è trasformata è la fascia oraria: l’aperitivo è diventato un momento di consumo che ha abbracciato molto più tempo, tre ore, dalle 18.30 alle 21.30.
Ma sono molte le trasformazioni che si sono succedute. Facciamo una breve sintesi delle caratteristiche del mondo dell’ “ora felice dell’aperitivo” made in Italy.
Una tendenza odierna ormai consolidata da un po’, è quella di abbandonare l’aperitivo al buffet prediligendo bevanda e piattini al tavolo. Questi ultimi, però, non sono più colmi solo di pizzette, olive e arachidi, ma diventano, in vassoi e coppette di designer, un trionfo di leccornie.
L’appetizer si evolve e recupera in stile moderno la tradizione gastronomica italiana: la focaccia della nonna diventa finger food, il tramezzino o la crocchetta lasciano il posto a piccoli mignon fatti di ingredienti tipici e di alta qualità, prosciutti, salami, insaccati, assaggini di formaggi, mini porzioni di ricette della tradizione, da prendere con le mani, buoni da leccarsi le dita.
E sulla scia della tradizione culinaria ci si inventa, e si propone con buon successo, l’aperitivo a tema, magari articolando le serate sulla produzione regionale. Immaginate già al tavolino formaggi, pane carasau e vini sardi, e le sere a seguire pizza di cipolle e vini pugliesi, o ancora lo spritz con bocconcini a base di asparagi bianchi veneti. L’Italia si gira a tavola e si gusta in un bicchiere, ma anche tutto il mondo può entrare nell’happy hour. Così si può prendere in prestito il patrimonio di tantissime culture gastronomiche.
Ma l’happy hour è soprattutto bere qualcosa di buono e inedito, che apre lo stomaco e stuzzica l’appetito.
